Gli 8 peggiori videogiochi della storia

I videogiochi vengono considerati ormai a tutti gli effetti dei protagonisti della cultura contemporanea. Avvincenti come serie tv, scritti maestosamente come la migliore letteratura, insomma, non sono soltanto un intrattenimento per ragazzini come per troppi anni sono stati considerati.

Ma la storia dei videogiochi non è stata sempre così lineare e costellata di successi. Ci sono stati degli orrori veri e propri studiati, sviluppati e messi in commercio, che spesso si sono rivelati dei flop atomici e talvolta hanno rischiato di distruggere la reputazione di una casa di produzione software.

Videogiochi ingiocabili, che non rispettavano le leggi della fisica o semplicemente troppo brutti per passarci del tempo

Oggi andiamo a  vedere gli 8 peggiori videogiochi della storia. Mettetevi gli occhiali con il filtro blu per lo schermo, meglio se Ottovolante, e iniziamo!

Yaris

Alla Toyota probabilmente un giorno qualcuno avrà detto: “Dobbiamo avvicinare il mondo dei giovani alla nostra nuova automobile Yaris, perché non ci facciamo un videogioco?”. E tutti devono aver applaudito entusiasticamente. 

Peccato che i videogiochi vengano apprezzati perché fanno volare con la fantasia, e in pochi sognano di accendere la console e guidare una Yaris. Anche se ci hanno messo i raggi laser, che effettivamente nel traffico potrebbero essere utili.

Batman: Dark Tomorrow

I film tratti da serie a fumetti o da film di supereroi sono tanti, a volte anche di buon successo, ma questo Batman è stato veramente un flop colossale. Lento, legnoso, con una pessima trama ma soprattutto buio, troppo buio. A malapena si riescono a intravedere i protagonisti, e va bene che Batman è il Re della notte, ma qua si esagera veramente!

Batman Dark Tomorrow

Deal or No Deal

Capita che i videogiochi non siano soltanto fatti per sparare, picchiare oppure correre, ma abbiano anche un risvolto culturale. Una prova è ad esempio “Chi vuol essere milionario”, tratto da una trasmissione televisiva, ed è vero che alla fine non si sarebbero vinti dei soldi veri, ma almeno ci sarebbe stato il brivido della sfida intellettuale

A qualcuno invece deve essere sembrata una buona idea fare un gioco tratto dalla trasmissione “Deal or No Deal”, che in Italia era conosciuto come “Affari tuoi”. Un gioco in cui si aprono delle scatole, legato esclusivamente alla fortuna e per niente all’abilità. Almeno si fossero vinti dei soldi alla fine, o quantomeno dei buoni pasto.

Spogs Racing

La Nintendo Wii è stata una delle prime console veramente interattive, in cui ci si poteva muovere per davvero anche nella realtà oltre che sullo schermo. Però ogni tanto ha fatto dei passi falsi clamorosi, come in questo gioco in cui è vero che si poteva costruire la propria automobile per gareggiare, ma poi era impossibile guidarla. E quando diciamo impossibile, fidatevi, era veramente un incubo.

Non sempre la massima libertà corrisponde al massimo piacere. 

Bone Town

Dopo il successo di “Grand Theft Auto” molti videogiochi hanno imparato a parlare di tematiche crude, molto spinte, e dando una grande libertà di movimento al giocatore. Mappe molto ampie e sfide interessanti, magari nei panni di un criminale.

Purtroppo non tutti i cloni hanno lo stesso successo, soprattutto quando fai un videogioco banalissimo come questo  a base di sesso e droga, ma ti dimentichi di inserire i mezzi di trasporto e per spostare il personaggio da una parte all’altra ci vuole un sacco di tempo. Che noia, che noia. 

Hotel Mario

Nintendo e Sony litigano e smettono di collaborare, ma Sony riesce a strappare un contratto per utilizzare i personaggi Nintendo in  alcuni nuovi giochi. Ovviamente la prima scelta cade su Mario, o meglio Mario Bros, e il videogioco sviluppato da Sony è… una schifezza totale.

Si chiama “Hotel Mario“, e lo scopo del gioco è chiudere una porta per ogni livello in questo albergo costruito da Bowser, il cattivo. Alla fine della partita sembra che lo scopo sia chiudere le porte per evitare che facciano corrente e si prenda freddo.

Insomma, non basta avere il personaggio giusto per fare un grande videogioco. Senza contare che i personaggi sembrano quelli dei cartoni animati falsi che vengono prodotti per scimmiottare i grandi successi del momento, come quando uscì “La Sirenella” che era la versione tarocca della “Sirenetta”. 

Ninjabread man

Un gioco in cui si corre, si sconfiggono i nemici, si superano le missioni e le sfide come un vero ninja. Solo che in questo caso il ninja è un omino di zenzero. Esatto, il biscottino.

Possiamo capire tutto, ma davvero a qualcuno è venuto in mente che potesse essere interessante un biscottino che sconfigge i nemici? Speriamo sia stato licenziato, questo genio del marketing.

ET

E infine il più grande capolavoro dei videogiochi brutti: “E.T.“.

Per l’uscita del film di Spielberg la Atari, ai tempi la più grande software house nel mondo dei videogiochi, acquistò i diritti per farne il videogioco. Ma i tempi erano strettissimi,e i soldi spesi fin troppi. 

Risultato: un gioco sviluppato malissimo, 4 milioni di copie create a fronte di sole 10 milioni di console in tutti gli Stati Uniti, clienti che chiedevano la restituzione dei soldi dopo aver acquistato il gioco.

Alla fine la Atari seppellì milioni di copie del gioco nel deserto del New Mexico. Per anni si è pensato fosse una leggenda metropolitana, e invece recentemente le copie sono state ritrovate.

Anche la reputazione di Atari finì sottoterra, e da quel momento iniziò un inesorabile declino. 

Et videogame

Un consiglio: giocare con le console è bello, ma rischia di affaticare gli occhi. Per evitare l’affaticamento e avere anche uno stile migliore dei videogiochi di cui vi abbiamo parlato, basta usare gli occhiali con filtro blu Ottovolante, sia graduati sia senza gradazione.